Disturbi e malattie

Un virus all'origine della sindrome da stanchezza cronica?

By Allie Montgomery
Published: Martedì, 13 Ottobre 2009
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Vi sentite sempre stanchi e il medico
non trova la causa? E' possibile che soffriate di quella che viene
definita sindrome di stanchezza cronica. La recente scoperta di un
retrovirus collegato alla sindrome spiana la strada per trovare una
cura.

Il virus XMRV (xenotropic murine
leukemia virus-related-virus) è stato trovato nel 67% circa
dei 101 pazienti sofferenti della sindrome di stanchezza cronica. La
scoperta è stata fatta da Vincent C. Lombardi, Ph.D., del
Whittemore Peterson Institute nel Nevada, dal suo gruppo di ricerca,
che ha scoperto il virus nel 4% dei soggetti sani scelti come termine
di confronto. Questa scoperta suggerisce che milioni di americani
potrebbero essere portatori del virus che viene collegato
principalmente al tumore alla prostata.

Robert H. Silverman, Ph.D., del
Cleveland Clinic's Lerner Research Institute, ha dichiarato, "La
scoperta del virus XMRV nelle due principali malattie, tumore alla
prostata e sindrome della stanchezza cronica, è molto
importante. Una volta stabiliti causa e effetto, si potranno
identificare delle nuove possibilità di cura per la
prevenzione e la cura di queste malattie." Silverman fa parte del
gruppo di scienziati che scoprì per la prima volta l'XMRV, e
figura tra i ricercatori che hanno connesso il virus al tumore alla
prostata e alla sindrome da stanchezza cronica. Tuttavia, non è
ancora stato realmente dimostrato che l'XMRV sia la causa scatenante
del tumore alla prostata e della sindrome da stanchezza cronica.

Per quanto riguarda il tumore alla
prostata, il virus è stato identificato nei pazienti portatori
di una mutazione genetica che disabilita la risposta immunitaria al
virus. Per quanto riguarda la sindrome di stanchezza cronica, il
virus è stato trovato nei pazienti con e senza questa
mutazione.

Da dove proviene questo virus?

Questo virus è legato
strettamente a un retrovirus che si integra nel genoma della cavia.
Stranamente, il virus XMRV non può infettare le cellule della
cavia, ma infetta facilmente quelle umanie. E' dunque da escludere
che le persone prendano il virus dai topi. E' più probabile
che il virus si diffonda da persona a persona, ma come questo
succede, non è ancora noto.

Un editoriale scritto da John M.
Coffin della Tufts University, di Boston, e da Jonathan P. Stoye
dell'Institute for Medical Research a Londra, accompagna la relazione
di Lombardi, pubblicata nel numero corrente della rivista online
Sciencexpress.

Stoye e Coffin sottolineano che se il
4 % delle persone sane sono realmente portatrici del virus XMRV,
significa che il virus si sta diffondendo sorprendentemente. I
ricercatori sostengono "Se questi dati compaiono anche in studi più
ampi, ciò significa che forse 10 milioni di persone negli
Stati Uniti e centinaia di milioni di persone in tutto il mondo sono
contagiate da un virus il cui potenziale patogenico per gli esseri
umani è ancora sconosciuto".

Quello che invece è certo è
che i virus che sono collegati strettamente all' XMRV causano molte
malattie, che includono anche il tumore. Studi ulteriori potrebbero
rivelare che l'XMRV è anche causa di altre malattie note, con
delle conseguenze importanti per la prevenzione, la diagnosi e la
terapia.