Occorre riconoscere che la percezione collettiva dell'entità e della gravità dell'influenza A in Italia non è ancora molto chiara, e che la confusione su come considerare virus e vaccino aumenta.
Da un lato è stato registrato un picco della diffusione del virus (in America Obama ha dichiarato appunto lo stato di emergenza nazionale), dall'altro è pur vero che il tasso di mortalità in Italia -- dove finora i decessi dovuti alla sola influenza A ammontano a 2 -- risulta essere molto basso paragonato all'influenza stagionale o a ben altre malattie.
Se da un lato ci sono preoccupazioni sulla quantità di vaccino disponibile, dall'altra permangono e aumentano, le resistenze e i dubbi riguardo il vaccino stesso. Il fatto che uno dei gruppi più riluttanti a sottoporsi alla vaccinazione sia il personale sanitario, di certo non è molto incoraggiante. La ragione principale di questi timori sta nei tempi rapidi della preparazione del vaccino, e soprattutto, nella presenza dell''immuno-coadiuvante MF59, chiamato anche squalene, nel vaccino.
Nel web si diffondono articoli di varia opinione.Nel solo facebook, i gruppi contro la vaccinazione si moltipicano, e riportano testimonianze e studi che sostengono la pericolosità di questo vaccino. Attualmente uno dei gruppi italiani più numerosi è il Gruppo Nazionale Contro le Vaccinazioni di Massa Obbligatorie, che conta più di 4000 iscritti.
Per chiarire di che cosa si tratta, riportiamo qui la voce "squalene" dall'enciclopedia De Agostini:
"Composto chimico della serie degli idrocarburi a catena aperta e a sei doppi legami, di formula bruta C30H50. Assai abbondante nell'olio di fegato di pescecane, a cui deve il suo nome, è contenuto, sebbene in quantità generalmente minima, nei grassi di tutti gli organismi animali e vegetali. In tali organismi lo squalene si forma attraverso una complicata sequenza di trasformazioni enzimatiche a partire dall'acido acetico e rappresenta un prodotto intermedio della formazione dei triterpenoidi e degli steroidi".
Molti esponenti del mondo scientifico si sono espressi a riguardo sottolineando che, sebbene lo squalene sia una sostanza presente nel sistema nervoso e consumabile nei grassi, assunto per via orale inciterebbe il sistema immunitario ad attaccare tutto lo squalene nel corpo, non solo quello contenuto nel coadiuvante. In breve, il sistema immunitario cerca di distruggere la molecola anche nei luoghi dove essa è vitale per la salute del sistema nervoso.
A questo si somma una ricerca condotta alla Tulane Medical School sui veterani della Guerra del Golfo. La ricerca elenca gli effetti causati dall'omonima sindrome, la Gulf War Syndrome (GWS), rilevati nei veterani vaccinati contro l'antrace con un vaccino contenente l'immuno-coadiuvante MF59:
Tornando all'uso attuale e alle motivazionni del suo impiego, l'adiuvante MF59 viene usato per potenziare la risposta immunitaria del vaccino e usare meno antigene (quindi accellerare la produzione ed aumentare il numero di dosi disponibili). Chi contesta il vaccino ricorda che l'Associazione Culturale Pediatri, nell'ottobre del 2003, sconsigliò i vaccini antinfluenzali contenenti l'MF59, o squalene, per i bambini al di sotto dei 12 anni.
I dubbi aumentano anche per quanto riguarda la somministrazione alle donne in gravidanza.
Il timore diffuso, dato dalla somma di tutte queste informazione, è che la presenza dello squalene nel vaccino sarebbe legata ad esigenze commerciali, in quanto permette la vendita di una quantità maggiori di dosi.
Se l'EMEA (Agenzia europea per il controllo sui farmaci) ha dato il via libera alla commercializzazione del nuovo vaccino contro l'influenza A/H1N1, è anche vero che l'americana Food and Drug Administration (FDA) non ha approvato la sostanza, che non è infatti presente nella versione americana del vaccino. Mentre la versione italiana, il Focetria prodotto dalla Novartis, lo conterrà.
Nel frattempo, in Svizzera la Swissmedic, l'autorità elvetica sui farmaci, non ha autorizzato un altro vaccino contenente squalene, il Pandermrix, prodotto dalla Skf, nelle donne in gravidanza, nei minori di 18 anni e negli anziani oltre i 60 anni.


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