Vitamine

Attenzione all’abuso degli integratori vitaminici nei più piccoli

By Madeline Ellis
Published: Lunedì, 9 February 2009
integratori

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Bambini e ragazzi attraversano diverse fasi di sviluppo fisico, durante le quali il loro corpo ha bisogno di una grande quantità di vitamine e minerali per mantenersi sano e crescere in modo corretto. Perché i giovani si mantengano sani hanno bisogno di tutti quei nutrienti che possono trovare in una dieta variata, ricca di cereali, frutta fresca e verdure, latticini e latte, carni magre, pesce e pollami, ma capita sovente che i genitori propongano loro degli integratori vitaminici e minerali per ‘stare tranquilli'.

Questa pratica non è soltanto inutile dal punto di vista medico, ma può essere dannosa soprattutto laddove i ragazzi non abbisognino di ulteriori supplementi alimentari.

Negli Stati Uniti nel tentativo di capire quanti e quali bimbi e ragazzi prendano regolarmente integratori, i ricercatori dell'University of California hanno analizzato 10.828 soggetti di età compresa fra i 2 e i 17 anni i cui dati erano stati precedentemente raccolti nel National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), fra il 1999 e il 2004. Gli studiosi hanno anche osservato vari fattori come ad esempio la quantità di esercizio fisico praticato dai soggetti analizzati, il tipo di dieta fatta, e se fossero o no coperti dall'assistenza sanitaria. "Eravamo curiosi di vedere perché alcuni genitori scelgano di somministratori surplus multivitaminici ai loro figli, e perché altri, per contro, non lo facessero.", Afferma il dottor Ulfat Shaikh, assistant professor di pediatria all'University of California Davis School of Medicine e pediatra all'UC Davis Children's Hospital.

Circa il 34 per cento fra bambini e adolescenti ha preso integratori vitaminici o minerali nei mesi precedenti alle indagini, con un picco massimo fra i bambini sottopeso. Sorprendentemente, però, questi integratori sono stati usati più spesso in quei bambini e ragazzi che meno ne necessitavano, come ad esempio quelli con la migliore dieta, lo stile di vita più attivo, la maggiore scelta e quantità di cibo, il più sicuro e costante accesso alle cure mediche. Fra i giovani con il migliore stato di salute, il 37 per cento prendevano integratori, rispetto al 28 per cento di casi fra coloro che si trovavano in situazioni meno privilegiate.
"Una delle cose che abbiamo pensato potesse essere la causa di questa situazione era il reddito e la cultura dei genitori.", Dice ancora Shaikh. Infatti, i dati mostrano che nelle famiglie con redditi buoni circa il 43 per cento dei bambini faceva uso di integratori, rispetto al 22 per cento che risultava nelle famiglie sotto la soglia di povertà. La percentuale di bambini che faceva uso di integratori risaliva al 36 per cento nelle famiglie che non avevano problemi di approvvigionamento alimentari e riscendeva immancabilmente al 15 nelle famiglie la cui sicurezza alimentare quotidiana era scarsa. Gli integratori, quindi, non appaiono cari alle famiglie della middle-class, ma sono onerosi per quelle con bassi redditi. "I genitori più poveri spesso non possono affrontare le spese per gli  integratori."

Shaikh passa poi al problema successivo: perché i genitori somministrano questi integratori, specie nei casi in cui questi non siano necessitati da prescrizioni mediche. "Non c'è una regolamentazione precisa da parte della Food and Drug Administration in questo campo e spesso questo porta a risultati controversi.", Dicono gli autori. Presi in dosi massicce gli integratori hanno effetti dannosi nei piccoli, come nausea, vomito, dolori addominali, ingrossamento del fegato, stress nervosi.
I ricercatori raccomandano un attento screening del bambino prima di qualsiasi somministrazione e l'American Academy of Pediatrics (AAP) sconsiglia l'utilizzo degli integratori sui bambini sani sopra l'anno di vita. Solo in caso di certe malattie croniche, legate a problemi epatici o a perdita di peso gli integratori sono da utilizzare.
Lo studio si trova nel numero di febbraio degli Archives of Pediatric and Adolescent Medicine.