I batteri si trasmettono da una persona all'altra per le vie aeree. Questo meccanismo è particolarmente comune negli ambienti come gli ospedali, gli ambulatori e le case di riposo.
Alcune infezioni batteriche come la tubercolosi si propagano attraverso l'aria che respiriamo. Uno studio recente ha segnalato il caso di un contagio di una madre ricoverata con il suo bambino in un ospedale. In seguito alla degenza ospedaliera entrambi sono risultati positivi al bacillo della tubercolosi.
Casi del genere si sono verificati nel 6,7% dei pazienti e nell'1,9% del personale medico in servizio pediatrico. Un'altro studio condotto a Lima in Perù in ambienti ospedalieri ha posto a confronto 70 camere aerate naturalmente dalle finestre con 12 stanze areate da un circuito di ventilazione elettrica.
Dopo questo studio, il gruppo del professore Roderick Escombe ha pubblicato un articolo in una rivista scientifica dove afferma che il rischio di contaminazione da malattie risulta minore negli ambienti areati da aperture come le finestre.
L'aereazione naturale diluisce i batteri più efficacemente della ventilazione meccanica, e questo vale anche nel caso che l'aereazione meccanica sia azionata più frequentemente di quella naturale.
In conclusione, sembra che il vecchio "trucco delle nonne", cioè areare bene la camera di un paziente, sia di giovamento non soltanto alla sua salute, ma anche a quella delle altre persone.


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