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Un amminoacido fondamentale: il triptofano

By Madeline Ellis
Published: Venerdì, 16 May 2008
amminoacidi

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Gli amminoacidi sono le particelle elementari delle proteine. Si tratta di un processo costituito da due passaggi, durante il quale gli amminoacidi raggruppano e formano peptidi o polipeptidi. Da questo raggruppamento, derivano le proteine. Venti diversi tipi di amminoacidi formano le proteine.

Uno degli amminoacidi più rinomati è il triptofano, un amminoacido essenziale, che significa che non può essere sintetizzato dal corpo e deve essere ingerito attraverso il cibo. Il triptofano oltre ad essere necessario per la crescita normale nei bambini e per l’equilibrio azotato negli adulti, è anche necessario all’organismo per produrre:

• Niacina (vitamina B3): indispensabile per i normali processi gastrointestinali e nervosi
• Serotonina: collegata al controllo dell’umore e dell’appetito
• Melatonina: importante per la regolazione del sonno

Affinché il triptofano possa essere trasformato in niacina, nel corpo devono essere presenti in quantità sufficienti la vitamina B-6, la riboflavina e il ferro.La niacina, a sua volta, aiuta l’organismo a produrre la serotonina, un neurotrasmettitore che agisce come agente calmante sul cervello e svolge un ruolo-chiave nel sonno.

A causa della sua conversione in serotonina, il triptofano è conosciuto per i suoi effetti antidepressivi. Il triptofano fa salire la quantità di serotonina nel sangue, come i farmaci antidepressivi conosciuti con il nome di inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (SSRIs),  che però preservano soltanto la quantità di serotonina già in circolazione.

Degli studi recenti hanno dimostrato che le persone in notevole sovrappeso soffrono cronicamente di bassi livelli di triptofano. E’ noto che il livelli di triptofano nel sangue calano durante le diete intense. Il risultante squilibrio di serotonina può essere un fattore contribuente ai disturbi alimentari come l’anoressia nervosa.

Le ricerche dimostrano anche che l’aumento dei livelli di triptofano nel sangue porta ad una diminuizione dell’appetito, specialmente verso gli zuccheri e gli amidacei come il pane (carboidrati). Si sa che il consumo di carboidrati aumenta anche i livelli di serotonina, cosa che a sua volta diminuisce la depressione nelle persone. Perciò, sostituire il triptofano ai carboidrati può ridurre gli stati d’animo depressivi, contenendo allo stesso tempo l’eccesso di consumo dei cosiddetti “cibi consolatori”.

Il triptofano è importante anche per la regolazione del sonno. Alcune sperimentazioni cliniche hanno dimostrato che dei bassi livelli di triptofano posso causare l’insonnia. Di conseguenza, l’aumento di triptofano può aiutare a normalizzare le fasi di riposo. Va riportato, tuttavia, che livelli di triptofano più alti del normale sono stati associati a malattie come la sindrome della stanchezza cronica. Non è chiaro se siano gli alti livelli di triptofano a causare la malattia o il contrario. Sono in corso altre ricerche per comprendere il ruolo del triptofano nella depressione e nei disturbi del sonno.

Gli alimenti che forniscono ampie quantità di triptofano sono:

• Pollo e tacchino
• Latte e formaggio
• Uova
• Pesce
• Soia
• Tofu
• Zucca semi di sesamo
• Arachidi e burro di arachidi

Nel 1990, gli integratori di triptofano furono banditi a causa di uno scoppio di eosinofilia – mialgia (o anche fascite diffusa), una sindrome che causa dolore muscolare e nei casi più gravi, può portare alla morte. Ad ogni modo, la FDA dichiarò successivamente che la causa era legata unicamente a degli integratori di triptofano contaminato  prodotti da un’unica casa, e il divieto venne ritirato.

All’assunzione orale di integratori di triptofano sono associati alcuni effetti collaterali come confusione della vista, sonnolenza, secchezza delle fauci, mal di testa e nausea.