Salute e Bellezza

Calvizie: nuovi metodi di cura e prevenzione grazie alla ricerca genetica

By: Drucilla Dyess
Published: Martedì, 21 Ottobre 2008
calvizia

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Gli uomini che soffrono di calvizie potrebbero avere prima o poi sensibili benefici dalla scoperta dei geni che provocano la caduta dei capelli e delle cellule staminali che possono sostituire i follicoli capillari. Ricercatori inglesi e tedeschi hanno, infatti, individuato un nuovo meccanismo genetico causa della calvizie, un'equipe svedese sta invece direttamente lavorando sull'impianto di cellule staminali per il trattamento dei capelli.

Secondo Felix Brockschmidt, dottore di ricerca presso l'università di Bonn e autore di un report sullo stato della sperimentazione tedesca pubblicato su Nature Genetics, si tratta del secondo meccanismo genetico individuato per spiegare i casi di calvizie che affliggono da un certo momento in poi molti uomini e alcune donne. Brockschmidt precisa che il primo e solo gene conosciuto fino ad oggi era quello individuabile nel cromosoma X e che questo gene resta il più importante per determinare un'eventuale caduta di capelli (alopecia). Ricorda però che "siamo abbastanza certi che questo nuovo meccanismo genetico sia il secondo in ordine di importanza".

Brockschmidt spiega anche che la scoperta può portare all'inizio di test genetici che possono identificare quegli uomini più predisposti a perdere capelli col passare del tempo. "Uno screening sul gene del cromosoma X e su quest'ultimo appena scoperto può in futuro mostrare predisposizione a un'eventuale calvizie maschile".

Va detto però, continua Brockschmidt, che la prevenzione della calvizie attraverso una terapia genetica è ancora lontana e sottolinea che trattamenti preventivi anticaduti non sembrano praticabili nel prossimo futuro. "Appena conosceremo meglio il gene e i suoi meccanismi, potremo fare qualcosa, ma", ci dice "per adesso abbiamo individuato solo la posizione del gene".
Solo pochi anno fa, è stata individuata la localizzazione del gene nel cromosoma X. Un uomo eredita una copia del cromosoma X della madre. Il nuovo gene si trova, invece, nel cromosoma 20 del quale tutti noi, uomini e donne, abbiamo due copie, ereditate da entrambi i genitori.

I ricercatori hanno analizzato più di 500.000 siti possibili nei genomi di 300 uomini che hanno sofferto di caduta dei capelli. Due sono state le posizioni che hanno mostrato, quasi sempre, una connessione con la calvizie e questo ha portato a conclude che i geni in quelle posizioni fossero implicati nel  processo di caduta. Un altro studio, pubblicato anch'esso su Nature Genetics, condotto dai ricercatori del Kings college, ha analizzato 1.125 uomini. Sono stati osservati i geni di 578 dei partecipanti che presentavano evidenti problemi di caduta precoce e confrontati con quelli degli altri 547 che invece non avevano questo problema. Anche qui il doppio cromosoma 20 e la sua area si è mostrato connesso alla calvizie.

Circa il 25 per cento dei maschi caucasici soffre di caduta dei capelli prima dei 30 anni. Sebbene ci siano sul mercato alcuni prodotti che aiutano la ricrescita o, in qualche caso, prevengono la caduta, nessuno di questi ha portato a risultati definitivi.

Secondo Tim Spector, un ricercatore del Kings College London's department of twin research and genetic epidemiology , che conduce la ricerca sopracitata, il lavoro sugli agenti che influiscono sul DNA può essere più promettente di qualsiasi altra cura oggi sul mercato. In una sola frase, Spector sintetizza che "essere capaci di prevedere in tempo l'inizio della caduta dei capelli può portare a delle terapie più efficaci dei trattamenti diretti sulla calvizie ormai conclamata".

Viljar Jaks del Sweden's Karolinska Institute ha condotto una ricerca sulla cellule staminali. Il follicolo del pelo dei topolini è stato esaminato e una proteina chiamata Lgr5 è stata individuata sulla superficie delle cellule pilifere più longeve e attive. Un numero anche limitato di queste cellule ricche di Lgr5 è capace mantenere in vita i follicoli piliferi per oltre 14 mesi.

Gli autori della ricerca sottolineano che nell'80 per cento di casi la calvizie è ereditaria, anche se a volte può essere collegata a malattie cardiache o metaboliche.

Secondo il U.S. National Institutes of Health, due uomini su tre diventano calvi parzialmente o completamente prima dei 60 anni.