Ricordate quanti ammonimenti indirizzati ai giovani dalle loro madri sui misfatti e le conseguenze della masturbazione che li avrebbe resi sordi o ciechi? Bene sembra che la mamma avesse proprio torto.
Oggi, ricercatori australiani affermano che la masturbazione può essere benefica per gli uomini. Addirittura, il rischio di cancro della prostata potrebbe essere ridotto grazie a masturbazioni frequenti, secondo uno studio australiano effettuato su 2250 uomini adulti tra i 20 ed i 50 anni.
I ricercatori hanno studiato 1000 uomini che avevano contratto il cancro della prostata, e 1250 uomini che non ne soffrivano. Hanno constatato che la maggior parte degli uomini che si masturbava presentava un debole indice di rischio per il cancro della prostata ed infatti coloro che si masturbavano cinque volte o più alla settimana erano un terzo di volte meno predisposti a sviluppare il cancro della prostata.
La masturbazione aiuterebbe maggiormente ad abbassare le sostanze chimiche cancerogene interne. Altri studi hanno sottolineato che invece una vita sessuale iperattiva fa correre un rischio più elevato di contrarre malattie sessualmente trasmissibile (MST), cosa che potrebbe aumentare allo stesso tempo il rischio di sviluppare un cancro, prima causa di mortalità nel mondo nel 2010.
I ricercatori ci mettono davanti a un dato di fatto: la masturbazione non va più vista come un aspetto negativo e, al contrario, aiuterebbe a eliminare le sostanze chimiche cancerogene più efficacemente che le relazioni sessuali.
Secondo Graham Gilles, del centro d'epidemiologia del Cancer Hospital di Melbourne in Australia: "Più ripuliamo i canali, meno i liquidi che danneggiano le cellule rischiano di stabilizzarsi".
La loro teoria è basata su un'ipotesi osservata in molti studi fatti su animali, nei quali agenti cancerogeni stagnanti sono stati trovati nel liquido seminale della prostata in occasione dell'eiaculazione.
Il liquido seminale contiene, tra l'altro, potassio e acido citrico che potrebbero avere proprietà cancerogene in caso di ristagno nei canali della prostata.
Sulla scorta di questa teoria, i ricercatori australiani pensano che l'eiaculazione frequente permetta di "pulire" il pene degli agenti cancerogeni situati in particolare sul glande, e così diminuire il rischio di contrarre il cancro della prostata.
Senza la pulizia di una eiaculazione regolare gli agenti cancerogeni, affermano, s'accumulano nella prostata dell'uomo.


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