Ad un approccio medicalizzato, alcune donne scelgono di partorire in modo più naturale.
Le alternative all'ospedale sono un parto in casa propria o in una casa maternità.
In Italia il 37% dei parti si risolve con un cesareo, il 25% viene indotto e circa 40% viene accelerato e solo 1% avviene a domicilio.
Spesso si ha l'impressione che in ospedale ci siano dei tempi, che una madre deve rispettare. I protocolli ospedalieri impongono somministrazione di ossitocina (ormone che aiuta il progredire del travaglio) monitoraggio continuo, rottura delle membrane, episiotomia e spesso anche posizione obbligata sul lettino. In realtà, intervenire in modo così incisivo, anche quando non ce ne realmente bisogno, significa interferire in un processo naturale che è durato milioni di anni; significa rendere il parto solo un atto pericoloso e rischioso. In molti altri ospedali, spesso i più piccoli, si ha la possibilità di partorire in acqua o in posizione più consona alla futura madre, in stanze accoglienti e con ostetriche che seguono la paziente, assecondando i suoi tempi.
Guardare questo meraviglioso atto creativo, non solo come un evento rischioso e doloroso, ma come naturale processo fisico e psicologico, può aiutare la donna a scegliere di farlo anche in casa o presso una casa di maternità.
In questi casi, la figura di riferimento, non sarà il medico, ma l'ostetrica. Durante la gravidanza, questa figura tesserà una relazione di fiducia con la paziente. Le visite saranno meno invasive, le ecografie si ridurranno al minimo e si avvierà insieme un percorso di conoscenza e scoperta dei nove mesi di evoluzione.
La stessa ostetrica condurrà la donna nella gravidanza, nel parto e nel puerperio. In questo caso il parto sarà una parte importante di un ciclo, un grande evento di un lungo periodo di crescita.
Da numerosi studi (www.birthchoiceuk.com) emerge che il parto in casa reca più beneficio al bambino e alla donna, sia da un punto di vista della salute, che dal punto di vista psicologico.
Con il parto in casa non si interrompe la relazione tra neonato e madre, si aumentano le possibilità di allattamento al seno e si favorisce una maggiore soddisfazione e autostima nella neo mamma.
Partorire in casa, non significa partorire al buio. La sicurezza è assicurata, le ostetriche osservano con attenzione le fasi del travaglio e conoscono in modo approfondito il processo di nascita, sanno leggere ogni segnale e soprattutto chi può partorire in casa, ha una situazione di salute indicata a tale evento. Ci sono una serie di criteri di selezione che le ostetriche prendono prima del parto e al momento della nascita sono sempre presenti due ostetriche. Dalla casa si deve poter raggiungere in massimo trenta minuti un ospedale. Si calcola che il 10% dei travagli iniziati a casa, che presentano dei rischi, si concludo in tutta tranquillità all'ospedale, mentre le emergenze sono veramente rare.
Questo tipo di parto ha dei costi non secondari, circa 2000 euro; solo le regioni Piemonte, Marche, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, danno dei rimborsi significativi.
Nelle città di Torino, Reggio Emilia e Modena è possibile ricevere assistenza al parto in casa come servizio sanitario locale. Certamente il fattore economico non è da sottovalutare, un aiuto in questo senso, una maggiore diffusione di informazione corretta su questa modalità e una migliore consapevolezza degli aspetti positivi del parto in casa, forse porterà ad aumentare questa bassissima percentuale.


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