Dare campioni gratuiti di farmaci che necessitano la prescrizione medica ai pazienti di pediatria può rappresentare un serio rischio: creare una involontaria dipendenza a queste medicine. Inoltre, alcuni dei campioni più frequentemente distribuiti possono essere dannosi senza le giuste indicazioni e pericolosi per il loro involucro.
Un gruppo di ricerca della Cambridge Health Alliance e della Hasbro Children's Hospital ha scoperto che fra tutti gli under 18 che risiedono negli Stati Uniti 1 su 20 ha ricevuto almeno un campione farmaceutico gratuito durante il 2004. Se si escludono, però, coloro che erano sotto prescrizione medica, il rapporto sale a 1 a 10. In questo studio, i ricercatori hanno sottoposto ad analisi i dati di circa 10.295 residenti negli Stati uniti sotto i 18 anni. I dati sono stati ricavati dal rapporto nazionale sulle spese mediche del 2004.
Secondo una studiosa di riferimento, Sarah Cutrona, internista al Cambridge Health Alliance del Massachusetts, dare campioni gratuiti "incoraggia un rapporto disinvolto verso I farmaci". La distribuzione di campioni inoltre bypassa, continua Cutrona, il fondamentale controllo operato dai farmacisti: in più, i campioni non presentano dispositivi salvabimbo né istruzioni per la posologia né controindicazioni in caso si sovradosaggi accidentali.
I ricercatori hanno riscontrato, inoltre, che su 15 dei più comuni campioni distribuiti gratuitamente, due sono medicine per i cali d'attenzione dovuti a problemi di iperattività (ADHD). Queste medicine, Strattera e Adderall, sono costantemente monitorate dall'Agenzia sull'applicazione dei farmaci per gli alti rischi in caso di abuso. Entrambi I farmaci per questo motivo mostrano la più evidente delle avvertenze richieste dalla the U.S. Food and Drug Administration, il cosidetto "black box" sull'etichetta, così come altri due farmaci spesso usati come campioni, l'Elidel, indicato per le dermatiti atopiche, e l'Advair, per l'asma.
Fra i farmaci massicciamente distribuiti come campioni ci sono anche una vasta gamma di farmaci antibiotici, che notoriamente non rientrano fra quelli da banco. Cutrona ricorda come un uso smodato di questi farmaci può contribuire a rendere l'organismo progressivamente immune all'effetto degli antibiotici. La studiosa nota poi che i campioni gratuiti portano spesso i medici a non prescrivere il farmaco migliore. In parole povere: "i nuovi farmaci sono spesso realizzati prima che sia del tutto completato il loro profilo tossicologico, e i campioni gratuiti sono frequentemente dei farmaci più recenti. Quindi, i campioni incentivano un uso disinvolto di medicine sui nostri bambini prima che si siano del tutto chiarito le possibili controindicazioni."
Sebbene le aziende che producono farmaci prescrivibili sostengano che i campioni gratuiti svolgono un ruolo importante per le fasce più povere e per i pazienti privi di assicurazione, la ricerca sopracitata ha riscontrato che proprio questi pazienti ricevono raramente questi campioni, anche perché non hanno accesso ai medici che li distribuiscono. Dei bimbi che ricevono campioni, nel 2004, solo il 16 per cento sono non assicurati del tutto o in parte, e meno di un terzo appartengono a famiglie di basso reddito, cioè meno di 38.000 dollari all'anno per una famiglia di quattro persone.
Ken Johnson, vice presidente anziano della the Pharmaceutical Research and Manufacturers of America, un cartello d'aziende farmaceutiche, replica allo studio con una relazione e afferma che i campioni gratuiti offrono ai dottori "un notevole primo aiuto per la conoscenza delle nuove possibilità terapeutica e giocano un ruolo importante nella valutazione dell'uso appropriato dei farmaci." Infine, nota sempre Johnson "se è vero che i poveri e i pazienti non coperti dall'assicurazione non solo i soli fruitori dei campioni, la situazione finanziaria del paziente è spesso un elemento preso in considerazione per la distribuzione dei campioni."
La ricerca è stata pubblicata sul numero di ottobre 2008 della rivista Pediatrics.
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I campioni farmaceutici gratuiti: un rischio per i più piccoli


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