Invecchiamento

La vitamina D per tenere lontana l’osteoporosi senile

By Heather Hajek
Published: Lunedì, 30 March 2009
vitamina d

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Quando si invecchia i rischi della osteoporosi e delle fratture ossee aumentano, ma una dose giornaliera di vitamina D può aiutarci a ridurli. I dati ci dicono che tre persone su quattro in America e in Europa non raggiungono il fabbisogno giornaliero di vitamina D, né attraverso la dieta né attraverso l'esposizione al sole, le due principali fonti per assumerla. Man mano che aumenta la popolazione consapevole dei rischi di una sovraesposizione al sole, un'acquisizione giornaliera di vitamina D diviene necessaria, ma per essere efficace deve superare le 400 Unità Internazionali al giorno.

La vitamina D è fondamentale per la nostra salute. E' strettamente legata alla prevenzione delle patologie cardiache, della sclerosi multipla, di molte forme tumorali, del diabete; riduce o dilatata i tempi dell'Alzheimer, dell'osteoporosi e delle fratture senili. La vitamina D si trova in molti alimenti, come i latticini, ma soprattutto nel sole. Un'esposizione di anche solo 15 minuta alla luce solare tre volte alla settimana può donare una quantità adeguata di vitamina D, ma molti non hanno il tempo per ritagliarsi questi minuti seduti sotto i raggi del sole e molti altri hanno paura delle conseguenza possibili di tale esposizione. In effetti, sembra che sempre più persone si mostrino preoccupate degli effetti della luce solare e questo comporta che in molti abbiano una quantità minore di vitamina rispetto a qualche anno fa.

Per queste persone, quindi, una certa quantità di vitamina D da assumersi per via orale può essere necessaria per poter raggiungere quei 400 IU consigliati dagli esperti, questo secondo una recente ricerca pubblicata sul Archives of Internal Medicine dagli studiosi della University of Colorado e di Harvard. Questi hanno osservato il legame fra le fratture ossee e il consumo di vitamina D. Il team ha usato i dati raccolti da 12 precedenti esperimenti sugli integratori di vitamina D che si erano occupati di dosaggio e somministrazione. Lo studio è riuscito a calcolare i livelli di vitamina d nel sangue di 18.883 persone analizzate fra il 1988 e il 1994 e li ha comparati con i livelli nel sangue di altre persone analizzate fra il 2001 e il 2004.

I ricercatori hanno rilevato che gli integratori di vitamina D hanno ridotto i rischi di fratture non vertebrali del 14 per cento e di fratture del bacino del 9 per cento. Coloro che assumevano una quantità di vitamina D superiore ai 400 IU giornalieri riducevano i loro rischi di frattura del 20 per cento.

E' difficile, però, raggiungere il livello giornaliero consigliato di vitamina D, necessario per tenere i livelli di vitamina nel sangue a un livello di 30/40 nanogrammi per millilitro di sangue, solo attraverso il cibo che ingeriamo. La dottoressa Heike A. Bischoff-Ferrari, dell'Università di Zurigo, ha dimostrato che anche laddove il soggetto sia convinto che la sua dieta sia sufficiente per raggiungere il livello minimo consigliato di vitamina D, spesso non è così. E' davvero difficile, infatti, raggiungerlo facendo affidamento solo sul cibo. La dottoressa afferma che per raggiunger il livello minimo di vitamina solo attraverso la propria dieta, bisognerebbe mangiare ogni giorno due portate di pesce azzurro, come il salmone o lo sgombro.

La dottoressa Heike A. Bischoff-Ferrari conclude, " Ogni persona di 65 anni o più dovrebbe assumere vitamina D in una quantità vicina agli 800 IU al giorno, meglio se si tratta di vitamina D3, e con buona regolarità." La dottoressa aggiunge che una dose congrua di vitamina D è salutare anche per adulti più giovani. "Penso che se si è giovani e si vuole iniziare a prendersi cura della salute delle proprie ossa, sia il caso di pensare alla vitamina D."Secondo questo nuovo studio un alto dosaggio di vitamina D può aiutare a prevenire le fratture nei più anziani, ma sono in progetto nuovi studi per capire meglio le potenzialità di questa vitamina.