Continuano ad accumularsi le prove riguardanti gli effetti positivi del consumo di caffeina nella cura e nella prevenzione del morbo di Alzheimer. Il caffè viene consumato dall' 80% della popolazione, ed è considerato la droga psicoattiva più usata comunemente in tutto il mondo.
Recentemente, dei ricercatori del Florida Alzheimer's Disease Research Center hanno compiuto delle sperimentazioni su delle cavie con problemi di memoria legati al morbo di Alzheimer. Dopo due mesi di somministrazione quotidiana dello stimolante, sono stati registrati notevoli miglioramenti della memoria. I riusltati degli studi del team di ricerca sono stati pubblicati nell'edizione online del 5 luglio del Journal of Alzheimer's Disease.
Dalle ricerche è emerso anche che la caffeina abbassa in misura considerevole i livelli anormali di beta amiloide, una proteina collegata alle placche nel cervello e nel sangue causate dall'Alzheimer. Studi effettuati in precedenza, avevano già dimostrato gli effetti positivi del caffè, con la riduzione dei livelli di beta amiloide, nei casi di demenza senile.
In una recente intervista, l'autore principale della ricerca Gary Arendash, neuroscienzato alla University of South Florida, ha dichiarato"Queste nuove scoperte forniscono le prove che la caffeina potrebbe essere una possibile cura contro il morbo di Alzheimer, e non solo una semplice strategia protettiva." Ha aggiunto: "Questa è una scoperta importante perché la caffeina è un farmaco sicuro per la maggior parte delle persone,e sembra incidere in modo efficace sul processo della malattia".
Arendash ha sottolineato che per la maggior parte delle persone, un'assunzione moderata di caffeina da 500 mg al giorno non procura effetti collaterali sulla salute. Questo è stato comprovato sia dal National Research Council che dal National Academy of Sciences. Tuttavia, ha aggiunto che le persone con problemi di pressione alta, o le donne incinte, dovrebbero limitare l'assunzione quotidiana di caffè.
La caffeina viene assorbita dal corpo entro i 30 - 45 minuti successivi al suo consumo, e i suoi effetti diminuiscono ampiamente entro le prime tre ore. La caffeina incide sull'umore, sulla resistenza e sul sistema cerebro-vascolare, oltre che sull'attività gastrica e del colon. Le fonti più comuni di caffeina sono costituite dal caffè, dal tè, dalla coca cola e dagli energy drinks. Ovviamente, può anche essere prodotta sinteticamente e aggiunta a cibo, bevande, integratori e farmaci.
Huntington Potter, direttore del Florida Alzheimer's Disease Research Center, ha dichiarato in una recente intervista che le speranze del team sono quelle di valutare se la caffeina può essere di beneficio alle persone colpite in forma lieve da disturbi cognitivi e dall'Alzheimer.


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