"Tranquillo", "Stai tranquillo", sono le frasi tipiche che si pronunciano nelle situazioni di stress eccessivo, ma potrebbero essere anche dei consigli strategici per ridurre i rischi di demenza. Mantenere il controllo di se stesso e non dare eccessiva importanza alle situazioni è un buon sistema di vita sotto molti punti di vista, per esempio si mantiene la pressione sanguigna sotto controllo, e, secondo nuovi studi, potrebbe avere dei benefici a lungo termine nell'allontanare i disturbi della memoria e la demenza senile.
Un nuovo studio svedese ha rilevato che le persone socievoli, capaci di autocontrollo, e non facilmente esposte allo stress sono fra i soggetti meno predisposti a sviluppare la demenza. Altri studi avevano già mostrato in precedenza che le persone nevrotiche erano più esposte al rischio di demenza. Lo scopo dello studio è però evidenziare in che modo e se l'estroversione (attitudine ad essere socievoli) e la nevrosi (essere spesso sotto stress) siano responsabili dei maggiori rischi per la demenza separatamente o in combinazione.
Il dottor Hui-Xin Wang, dell'Istituto Karolinska a Stoccolma, ha realizzato le ricerche dello studio sopracitato insieme ai suoi colleghi. Sono stati sottoposti ad analisi circa 506 anziani senza problemi di demenza. A questi è stato fatto compilare dei questionari sulla personalità e sugli stili di vita.
Attraverso il primo questionario i ricercatori sono stati capaci di determinare i diversi livelli di nevrosi dei partecipanti, con le conseguenti predisposizioni allo stress, e anche l'estroversione e la socievolezza. Le persone molto nevrotiche e emotivamente instabili, hanno di solito un'attitudine negativa e sono nervose. Quelle con una basso livello di nevrosi sono spesso soddisfatte di se stesse e tendono ad essere più calme e stabili. Gli individui con alta estroversione sono aperte, ottimiste e socialmente attive laddove al contrario quelle con una bassa estroversione sono riservate e introspettive.
La seconda parte del questionario invece chiedeva alle persone cosa facevano nelle loro vite e cercava di focalizzare il giro di conoscenze del soggetto e la sua partecipazione ad attività sociali, culturali e ricreative. Comparando i due risultati, si potevano ottenere sorprendenti combinazioni. Un persona spesso vittima di stress, senza alcuna particolare estroversione, poteva tuttavia essere parte attiva di un ricco giro di amicizie e di eventi.
I risultati dei dati comparati mostravano in definitiva che né un alto livello di nevrosi né una bassa capacità di estroversione potevano da soli essere connessi a un maggiore rischio di demenza. I rischi più bassi di demenza premiavano la combinazione di un basso livello di nevrosi e un'alta introversione, ma solo nei casi di persone inattive e socialmente isolate. Al contrario la capacità di mantenere la calma e una visione ottimistica delle vita riducono i rischi di demenza sia in ambienti isolati sia all'interno di uno stile di vita socialmente attivo.
Lo stress cronico colpisce, come è ormai chiaro, una parte del cervello, in particolare l'ippocampo, la riduzione di questo è uno dei segni tipici della demenza. I partecipanti allo studio sono stati seguiti per circa 6 mesi e durante questo periodo circa 144 soggetti hanno sviluppato una forma di demenza. In conclusione lo studio ha rilevato che coloro che facevano parte del gruppo dei più calme e meno stressati erano predisposti alla demenza in misura inferiore del 50 per cento rispetto agli altri. Ecco perché tutti dobbiamo "stare tranquilli" e condurre una vita più soddisfacente.
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