Gli individui con una variazione del gene della vitamina D, conosciuta come BSMI, incorrono in un rischio più grande di essere colpiti da un melanoma, una forma di tumore alla pelle che può essere mortale. Il melanoma è la forma più seria di tumore alla pelle. Le possibilità di una diagnosi di tumore alla pelle si fanno più elevate come avanziamo con l'età, ma è una delle forme più comuni di tumore negli adulti giovani. Ogni anno, oltre 50.000 americani sono diagnosticati con il melanoma. Quando il melanoma cresce profondamente all'interno della pelle e si diffonde negli altri organi diventa molto arduo da curare.
Le carenze di vitamina D sono state connesse sia al tumore al colon e al seno. Recentemente, da un nuovo studio pubblicato sull'edizione online di Cancer, basato sui dati di sei studi precedenti che hanno compreso 2152 pazienti di melanoma e 2.410 pazintisenza melanoma, dei ricercatori hanno scoperto che i pazienti con la variante BSMI hanno un 30 % di ischio in più di incorrere nel melanoma. Durante lo studio, gli scienziati hanno esaminato gli effetti di cinque varianti del gene della vitamina D e i loro rischi aggiunti sul melanoma. I ricercatori hanno concluso che la variante FokI non aveva effetti sul rischio di melanoma e che non c'erano le condizioni per trarre conclusioni sugli effetti delle varianti, eccetto la BSMI, che è attestato che aumenti il rischio per i pazienti.
La vitamina D nel corpo può difendere dal tumore, a causa delle sue funzioni chiave di regolazione della crescita delle cellule, della loro differenziazione e della loro morte. La vitamina D si lega con i recettori all'interno della cellula, dove esercita i suoi effetti.
Poche cose sono più piacevoli dello stare esposti al calore del sole, ma non bisogna dimenticare i pericoli dei raggi solari. L'esposizione al sole può avere degli effetti positivi, aumentando i livelli di vitamina D nella pelle. Tuttavia, si raccomanda sempre l'uso di uno schermo solare. Secondo uno studio recente, i ricercatori hanno scoperto che è necessaria altra ricerca prima di provare che l'esposizione indiretta non favorisca il rischio di melanoma, e se un recettore specifico si vitamina D è associato indipendentemente a un rischio più grande di melanoma.


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