La lotta contro il linfoma, tumore maligno del sistema linfatico, non cessa di andare avanti. Sembra che il 2013 costituirà una tappa importante per la ricerca. Al terzo posto nella classifica dei tumori a crescita rapida stilata dall'Organizzazione mondiale della sanità, questa malattia è causa di 350.000 nuovi casi all'anno in tutto il mondo e 16.000 in Italia.
Cristina de Min, direttrice del Dipartimento Medicina della Roche Italia, ha presentato oggi, nel corso della Conferenza sui linfomi "Malattie sempre più guaribili grazie alla ricerca e alle nuove terapie'' organizzata a Roma in occasione della Giornata mondiale per la conoscenza del linfoma, i risultati sul farmaco GA101.
Le caratteristiche di questo anticorpo monoclonale, che lo differenziano dalle generazioni precedenti, sono tre: è glico-ingegnerizzato, la sua posizione di attacco al recettore CD20 è diversa da quella a cui si lega il rituximab e il suo
meccanismo di azione si basa su una consistente attività pro-apoptotica.
"Con questi dati la ricerca non può permettersi di arrestarsi" ha dichiarato la scienziata, sottolineando l'importanza di questa scoperta.
Il professor Franco Mandelli, presidente dell'Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (Aim), organizzatore della conferenza, sottolinea l'importanza del rendere nota questa scoperta per infondere coraggio e speranza alle persone colpite da questa terribile malattia. ''Sapere che ci si occupa di loro è fondamentale per il malato'', afferma Mandelli che ricorda come la frequenza del linfoma sia in aumento e colpisca persone di tutte le età.
Il professore ricorda i risultati della ricerca, che corrispondono all'85% delle guarigioni tra i bambini, ma sottolinea anche l'importanza di andare avanti.
Mandelli evidenzia come la ricerca debba continuare nella direzione di farmaci intelligenti che colpiscono solo le cellule tumorali, in modo mirato. Questi farmaci sono infatti meno debilitanti per il paziente, meno tossici e più efficaci.
''Il solo anticorpo non sostituisce la chemioterapia, ma la sua aggiunta ha migliorato in modo significativo i risultati in termini di remissione completa della malattia e di sopravvivenza''aggiunge Maurizio Martelli, ricercatore del Dipartimento di Ematologia all'Universita di Roma 'La Sapienza', anche lui intervenuto alla conferenza.


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