Quando parliamo di salute una verità comprovata decine e decine di volte è che è meglio un pizzico di prevenzione prima che una tonnellata di cure dopo. Per esempio: è più facile prendere un'influenza se non si è fatto un vaccino annuale; non proteggere un bambino dal sole durante l'infanzia aumenterà i rischi di cancro alla pelle nell'età adulta; un consumo inadeguato di calcio e un'attività fisica scarsa potrebbe contribuire alla osteoporosi nell'invecchiamento. Le ultime conferme di questa semplice verità ci vengono dagli studi della American Heart Association che ci dicono che i ragazzi che non assumono abbastanza vitamina D possono andare incontro a diverse patologie con l'avanzare dell'età, incluse quelle cardiache.
Per questo studio il dottor Jared P. Reis della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health con il suo team ha analizzato 3.577 adolescenti fra i 12 e i 19 anni, che avevano preso parte al monitoraggio nazionale National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), svoltosi fra il 2001 e il 2004. I ricercatori hanno usato un biomarcatore della vitamina D per misurarne il livello nel sangue. In media, nessun ragazzo aveva livelli sufficienti di vitamina D, ma coloro che avevano i livelli più bassi avevano anche una maggiore predisposizione alla pressione sanguigna alta e ad alti livelli dello zucchero nel sangue. Avevano anche una probabilità quattro volte maggiore di avere sindromi metaboliche, alcune patologie cardiovascolari e molti fattori del diabete come una circonferenza toracica alta, triglicerici elevati, poco colesterolo ‘buono' e alti tassi di glucosio. "La cosa che mi ha più colpito era la stretta associazione fra la carenza di vitamina D e l'aumento di rischi di sindromi metaboliche fra gli adolescenti." Afferma Reis. "Penso ci sia di che preoccuparsi."
I livelli più alti di vitamina D erano rintracciabli nei bianchi, i più bassi negli afroamericani e quelli medi nei latinoamericani. Per gli esperti questo potrebbe legarsi alla difficoltà maggiore delle pelli scure nell'assorbire la vitamina rispetto a quelle chiare. Un altro motivo potrebbe legarsi alla scarsa assunzione di latte da parte degli afroamericani che sono generalmente più intolleranti al lattosio. I dottori però non hanno ancora deciso se sia il caso di raccomandare integratori vitaminici. "Crediamo che la sperimentazione clinica debba ancora essere completata prima di qualsiasi raccomandazione sugli integratori per gli adolescenti."Osserva Reis nella sua relazione.
La carenza di vitamina D sta aumentanto negli adolescenti americani, dal 3 per cento di 15 anni fa si è arrivati al 14 per cento. Il dottor Randal Thomas, dirttore della clinica cardiovascolare alla Mayo Clinic di Rochester, in Minnesonta, ricorda che le carenze derivano spesso da una dieta non sana e dalla mancanza di esercizi. "Se la tua dieta include patatine e soft drink, è probabile che non assumerai mai abbastanza vitamina D."
A novembre la American Academy of Pediatrics (AAP) ha raddoppiato la sua dose raccomandata di vitamina D per i bimbi a 400 unità giornaliere- l'equivalente di quattro tazze di latte. "Abbiamo scelto di raddoppiare la dose giornaliera, perché le ultime rilevazioni ci dicono che questo potrebbe aiutare una vita sana e lunga." Dice il dottor Fran Greer, co-autore della relazione e chair of the AAP Committee on Nutrition. Il team afferma che per soddisfare le nuove razioni minime giornaliere, milioni di bambini necessiterebbero di un supplemento di vitamina D ogni giorno, inclusi i poppanti, i bimbi con un allattamento non sufficiente, e gli adolescenti che spesso non bevono o bevono pochissimo latte.