Forse non avete le idee tanto chiare per quanto riguarda cosa mangiare o cosa non mangiare per evitare i rischi di complicanze cardiache; beh, non preoccupatevi, non siete soli. Districarsi nella selva di informazioni che ci arrivano a proposito di cibo e diete, cercando di capire la moltitudine di studi che spesso configgono fra loro, è impresa che metterebbe in crisi anche i più tenaci e volenterosi. Grazie a Dio, alcuni buoni samaritani della Population Health Research Institute hanno svolto questo lavoro per noi, e oggi hanno tirato fuori una lista di cibi buoni per il cuore che risulta abbastanza semplice e comprensibile.
Per questo studio, Andrew Mente, insieme ai suoi colleghi, ha analizzato 189 ricerche effettuate fra il 1950 e il 2007. Mentre alcuni cibi e alcune diete apparivano ben rappresentate in vari studi come strumenti per la salute del cuore, e venivano messe nella ‘lista dei buoni', altri cibi che apparivano invece sospetti di incrementare i rischi di patologie cardiache, venivano messi nella lista dei cattivi.
Come si può immaginare, le verdure, la frutta secca e la dieta Mediterranea, che contiene altre dosi di verdure, legumi, frutta, noci, frumento, formaggio o yoghurt, pesce, erano dentro la lista dei buoni, visto che c'era "una forte evidenza" delle loro capacità di diminuire i rischi di problemi cardiaci. Molti altri cibi, però, secondo i ricercatori, stavano sulla stessa lista, come ad esempio quelli ricchi di omega 3, tipo il pesce, o il grano integrale, quelli che contengono vitamine E e C, il beta carotene, quelli ricchi di fibre: tutti loro mostravano "una moderata evidenza" di essere fattori positivi per la salute del cuore.
Di contro, la dieta nordica e occidentale, piena di carni rosse e lavorate, grano processato e latticini con alti dosi di grassi, e ricca di cibi grassi, fritti e cotti, oltre che degli immancabili snack ad alto indice glicemico, era fra le maggiori imputate per l'aumento dei rischi cardiaci.
Questo significa, al contempo, che c'è una grande zona grigia e indistinta dove si collocano molti cibi come le uova o il latte. "Nel complesso", ammette il team dei ricercatori, "per alcuni cibi e alcune diete possiamo solo ipotizzare una relazione casuale con le malattie coronariche e cardiache, questo perché le prove a favore o a carico di questi cibi sono troppo modeste per consentire conclusioni certe."
Linda Van horn, professoressa di preventive medicine at Northwestern University's Feinberg School of Medicine, dichiara che mentre questo studio riafferma i benefici della dieta mediterranea, dall'altro sembra più focalizzato a mostrare i limiti e la forza degli studi precedenti che a dare una mano al consumatore: "E' uno studio incentrato sui diversi modelli dell'alimentazione, piuttosto che su cosa succede se si mangia un hot dog per festeggiare l'inizio della stagione di baseball." Conclude.
La World Health Organization (WHO) stima in 2,7 milioni I morti che ogni anno sono riconducibili a diete povere di frutta e verdure. Nel mondo, le diete sbagliate sono responsabili del 19 per cento dei tumori gastrointestinali, del 31 per cento degli attacchi ischemici cardiaci, dell'11 per centro degli infarti, e davvero, se le stime sono esatte, saremmo di fronte a una delle principali cause di morte nel mondo.
Lo studio è stato finanziato dalla Heart and Stroke Foundation del Canada e dal Canadian Institutes of Health ed è stato pubblicato il 13 Aprile sulla rivista Archives of Internal Medicine.


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