La dieta tipica del mondo occidentale, composta principalmente da carne, uova, cibi fritti e salati sembra giocare un ruolo chiave negli attacchi cardiaci. Quindi, è il caso di dire qualcosa per convincerci definitivamente che è meglio una minestra di verdura che buttarsi dalla finestra e che una mela ci toglie il medico di torno.
Pubblicato di recente nella rivista Circulation, lo studio INTERHEART rileva come la dieta ‘occidentale' incrementi le possibilità di infarti. Salimi Yusuf, uno degli autori dello studio e professore di medicina alla McMaster University, ha analizzato insieme ai colleghi oltre 16.000 casi di pazienti infartuati o cardiopatici in 52 paesi, alcuni dei quali alla prima esperienza di malattia cardiaca. Ai partecipanti allo studio veniva richiesta un'analisi del sangue e un dettagliato diario che spiegasse le abitudini alimentari fra il 1999 e il 2003. In base ai dati raccolti, i partecipanti venivano definiti come praticanti della "dieta occidentale", della "dieta saggia", e della "dieta orientale".
La "dieta occidentale" che è composta in maniera predominante da carne, uova, cibi fritti e salati incrementa i rischi di infarto del 35 per cento. La "dieta saggia" che utilizza principalmente verdure a foglia larga, frutta e altri vegetali, abbassa il rischio di infarto del 30 per cento rispetto a quelle diete che non contengono questi cibi. La dieta orientale composta da tofu e salsa di soia, consumata principalmente in Asia, sembra non comportare effetti su possibili problemi al cuore.
In base allo studio INTERHEART, quindi, la tipica dieta occidentale incrementa i rischi. Lo studio è molto importante perché prima di esso restava un dubbio sull'importanza da dare al cibo come causa di aumento del numero degli infarti, rispetto ad altri fattori, come gli stili di vita individuali. Certo, gli esercizi e lo stile di vita aiutano a prevenire l'infarto, ma, secondo questo nuovo studio, la dieta tenuta è molto più importante.
Mangiare della sana frutta e verdura può infatti ridurre i rischi di infarto di almeno il 30 per cento. Persone di tutto il mondo dovrebbero, quindi, rivedere la loro dieta diminuendo il sale, le fritture, i cibi grassi. Va detto poi che lo studio INTERHEART dimostra che l'inferto non colpisce solo le classi ricche, ma che, anzi, circa l'80 per cento della popolazione mondiale vittima di un attacco di cuore è da rintracciarsi fra le classi a medio e basso reddito.
Alimentazione sana
Le abitudini alimentari del mondo occidentale e i rischi per il cuore
Published: Sabato, 25 Ottobre 2008


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