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Nicki's View

Nicki is a typical teenager with a not-so-typical perspective. A premature baby, Nicki is blind, has Cerebral Palsy, and Spastic Diplegia. Follow her insights in her column, Nicki's View.

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Salute naturale

L'ignoto

By: Nicki
Published: Mercoledì, 4 March 2009

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Per moltissimo tempo ho pensato e a lungo ne ho scritto in questa rubrica che volevo portare avanti la mia vita in modo indipendente, lontano da dove mi trovo oggi. Mi colpisce però sempre più scoprire quanti rischi corrono gli adolescenti che decidono di abbandonare il loro focolare domestico, in particolare se portatori di handicap.

Io e mia madre stavamo parlando della nostra casa proprio oggi, considerando quante riparazione siano ancora in attesa di essere completate e come potevamo mettere in ordine il caos che avevamo di fronte; sono cose che molte persone si ritrovano a considerare quando si affaccia la bella stagione. D'un tratto, la mamma mi ha chiesto con estremo candore se non mi sarebbe piaciuto restare. Ho risposto di no con veemenza e le ho spiegato le ragioni: dal fato che non amo né il clima né la cultura del luogo al fatto che il centro delle occupazioni e dei lavori che intendevo portare avanti si trovava in altre città e regioni. Come sempre fa in questi casi, mia madre ha sospirato malinconicamente e poi ha sorriso, dicendomi che era un peccato che fossi così simile a un falco.

Ho un sacco di amici che sono felici di restare all'interno dei limiti di quella che è e sarà la vita ha hanno sempre conosciuto. Mi regalano un'occhiata stranita e un augurio sincero quando li informo che nel giro di qualche mese, ho intenzione di recarmi a un training center della NFB. Della volte mi chiedo anch'io perché non sono un po' più simile a loro.

Avventurarsi fuori casa è sempre difficile anche se non si è portatori di handicap, e lo è il doppio se lo si è. Innanzitutto, si perde la sicurezza che ci viene data dal conforto di sapere che intorno c'è sempre una gruppo di persone che può e sa aiutarci. La prima volta che ti capita di stare poco bene, in molti me lo hanno confermato, ti ritrovi a chiederti quale demone ti ha spinto a lasciare la sicurezza delle persone che si prendevano cura di te e ti dicevano che andava tutto bene. E questa perdita di sicurezza iniziamo a sentirla quando affrontiamo per la prima volta il cambiamento. So che non comprenderò appieno queste sensazioni fino a che non affronterò anch'io questo cambiamento.

E proprio per questo, oggi sento qualcosa di viscerale e primitivo che mi dice che devo provare. Non è detto in alcune modo che riuscirò e avrò successo, anche se ci proverò, ma devo provare. Devo aprire le mie ali e vedere se mi sorreggono. Può essere pure che per contrasto imparerò a stare bene nella mia casa, ma non voglio più sentire quella piccola ma insistente vocina che mi sussurra che non sto sfruttando appieno le mie capacità So che se restassi la vocina diverrebbe sempre più forte e io sempre più triste e depressa. Ci sono sogni che voglio provare ad realizzare e so che non posso farlo qui. E non credo che riuscirò a conoscere la vera misura della mia forza fino a che non deciderò di rischiare qualcosa, lontana dal mio rifugio sicuro.

Suppongo che questo succeda anche perché al di là di tutte le difficoltà che ho affrontato e affronterò nella mia vita, mia madre mi ha sempre definita 'un falco'. Cioè un animale che si alza in volo e lancia la sua sfida la mondo. Noi siamo liberi e selvaggi e non possiamo essere legati da nessun laccio, se non da quelli che costruisce la nostra stessa paura.