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Nicki's View

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Salute naturale

Il fascino del ‘cattivo ragazzo’

By: Nicki
Published: Giovedì, 23 April 2009

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Sono stata coinvolta di recente in una discussione su una delle mie saghe letterarie preferite. Uno dei personaggi principali, che incarna un archetipo arcaico, è ‘il cattivo ragazzo'. Si tratta di un soggetto senza scrupoli, tutto intento a perseguire i suoi fini, pronto, è questo l'implicito, a uccidere chiunque si possa frapporre fra questi e lui. Ci sono, poi, è ovvio, anche dei momenti, specie quando interagisce con la protagonista, che questo personaggio mostra la sua vulnerabilità come quando, preso in trappola con l'eroina, prova a cambiare il suo modo di vivere proprio per essere degno dell'amore, e non l'amore dell'eroina, necessariamente, ma l'amore in generale. E sembra davvero che cambi, nella narrazione, pensando per la prima volta alle conseguenze delle sue azioni, e pensando che può esserci un'altra via, priva di violenza, per ottenere quello che si vuole senza cedere alla furfanteria e al ricatto.

Sfortunatamente, è solo un eccezione alla regola. Normalmente, i lettori appassionati di queste serie letterarie adorano questi personaggi proprio per come sono e non vogliono che si redimano. Ed ecco che mi è venuta in mente qualche riflessione sul fascino del ‘cattivo ragazzo'.

Quando frequentavo il liceo pubblico, osservavo molte amiche subire immancabilmente il fascino di qualcuno di questi ‘cattivi ragazzi'. Spesso, si trattava di ragazzi che non andavano bene a scuola e che erano più impegnati negli sport o, a volte, negli alcolici e nel gioco. Non  avevano e non hanno su di me alcun appeal, e guardavo, abbastanza distaccata, le preghiere delle mie amiche. "Lo convincerò che un buon diploma è più importante delle sue...partite, o dei suoi giochi o delle sue bevute (o di qualsiasi altra cosa facessero)" era questa la frase che sentivo con fastidio ogni volta.

 "Beh, proprio come le venti ragazze che ti hanno preceduto in questo tentativo." Pensavo, con rassegnazione, sapendo bene come presto avrei saputo che il ragazzo non aveva ascoltato i saggi consigli dell'amica. Ma fu allora che compresi qualcosa di nuovo. Proviamo a vedere le cose dalla parte del cattivo: forse lui davvero vorrebbe provare a studiare e fare i compiti, forse davvero mentre si impegna nello sport o in altre attività, potrebbe avere questa ossessione, e vorrebbe davvero venire incontro alle richieste di lei. Ma è allora che l'interesse nei suoi confronti muore, si spegne come una candela al vento.

Quello che compresi è un semplice paradosso: il fascino del ‘cattivo ragazzo' è che può, potrebbe, cambiare il suo stile di vita, ma nel momento in cui lo fa realmente, capiamo che era molto più interessante prima. Ma si sa, gli essere umani sono capricciosi più degli dei.

Certo, è solo un possibile racconto, ce sono altri: ho visto molte amiche che nel tentativo di rompere le abitudini di lui, ne sono rimaste invischiate e sono andate a fondo con il loro ‘cattivo ragazzo'. Altre volte si sono semplicemente rese conto che non lo avrebbero mai cambiato. Hanno capito, altro paradosso, quello che sapevano fin dall'inizio: che la situazione era senza speranza e che il loro tentativo era stato inutile. Sono paradossi relazionali che mi mettono, in fondo, un po' di tristezza e dai quali cerco di tenermi lontana, per un semplice motivo, non possono finire bene.