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Nicki's View

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Salute naturale

Affrontare le delusioni

By: Nicki
Published: Martedì, 27 May 2008

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Come affrontate le delusioni? Mantenete la testa alta e andate avanti, ritenendo che tutto avviene per un motivo? O vi lamentate  e borbottate per giorni, pensando a cosa avete perso?
Per quanto mi riguarda, devo ammettere di non gestire bene le delusioni, e di reagire solitamente nel modo brontolone, specialmente quando la mia delusione è legata ad un evento che ho aspettato da lungo tempo.  
Questo è stato il caso del week end scorso, quando tutto era pronto per l’incontro con la mia autrice preferita, Kim Harrison. Avevo tenuto d’occhio il suo tour, e per lungo tempo non era mai capitato un incontro a una distanza decente da dove vivo. Finché finalmente lei fissò una presentazione in un posto lontano da casa solo 200 miglia. Felicissima, iniziai subito a pregare mamma di portarmi. Naturalmente, lei tirò fuori tutte le scuse possibili: è un viaggio lungo e il gas è molto costoso, la macchina ha bisogno di nuovi  copertoni ecc. Ma continuai a pregarla finché lei non cedette sotto pressione!
Mi sentii come  Leonardo DeCaprio nel film  ‘Titanic’: “Sono il re del mondo.” (In questo caso, sarei stata la regina). Avrei finalmente incontrato KIM HARRISON! Lo dissi alla mia amica di Las Vegas, anche lei amante  di Kim, e le promisi che le avrei procurato un libro firmato.
L’incontro sarebbe stato il sabato successivo, dunque mia mamma portò la macchina dal meccanico; aveva controllato tutto e comprato anche dei copertoni nuovi. Venerdì sera potei a malapena dormire, per quanto ero eccitata!
Sabato ci alzammo presto  e iniziammo a prepararci per il viaggio. Era una giornata limpida e con il sole – la giornata perfetta! Prendemmo la strada in largo anticipo in modo da fermarci e fare una sosta pranzo.
Aveo ripassato mentalmente che cosa dire a Kim migliaia di volte, e penso di aver tormentato mia mamma parlandone continuamente e contando i minuti che mi separavano dal momento dellincontro e della firma del libro. Quando mia mamma mi disse che mancavano solamente 20 miglia, ho creduto di schizzare dalla sedia!
Finché  -- BOOM -- un  terribile suono che non dimenticherò mai. Sembrava un colpo di fucile o un petardo. Mamma pensò subito ai copertoni, ma quando andammo a vedere, i copertoni sembravano a posto. Riprovò a far partire la macchina, ma niente. La prima cosa che pensai fu’ “ Oh no, perderò la firma del libro”.
Mia mamma non sapeva cosa fare; eravamo a quasi 200 miglia da casa senza nessuno da poter chiamare. Credo che lei fosse piuttosto nel panico, e chiamò infine la State Highway Patrol. Dissero che ci avrebbero inviato qualcuno che avrebbe aspettato con noi un passaggio. L’incontro iniziava 15 minuti dopo e noi eravamo bloccate sulla strada. L’unica cosa che riuscivo a pensare era “Mamma, fai qualcosa, devo assolutamente arrivare là!”.
Finalmente arrivò il rimorchio e iniziammo a decidere il da farsi. Il problema stava nel motore, e l’unica cosa possibile da fare era accordarsi con l’autogrù per portare la macchina a casa, cosa che costò un sacco di soldi. Provò anche a chiamare un rental car per portarmi all’incontro ma erano tutti chiusi.

Finimmo per tornare a casa con l’autogrù e mangiammo in un fast food durante il viaggio. L’autista mi aiutò  a salire e a scendere dal mezzo, fu molto gentile e ci riportò a casa sane e salve. Mentre mamma conversava con l’autista, io piansi disperatamente per tutto il viaggio. Lei provò a confortarmi, ma non c’era niente che potesse dire per placare l’enorme delusione. Il punto è che ora mi rendo conto di non avere pensato per niente a come potesse sentirsi mia mamma e a quanto doveva essersi preoccupata. Tante volte cadiamo nella “io sindrome” e dimentichiamo gli altri che ci stanno intorno.
Ancora non riesco a pensare all’incidente senza piangere, e la cosa peggiore è che adesso dobbiamo cercare di trovare un’altra macchina. Il meccanico ha detto che la riparazione del motore e tutto il resto  costerà oltre i  5.000 dollari e mamma dice che non vale la pena metterci tutto quel denaro. Io ho insisitito che invece ne valeva la pena: ancora la “io sindrome”.
Kim sta scrivendo un altro libro che dovrebbe uscire il prossimo anno. Mi sono ripromessa di andarci ad ogni costo, anche a costo di prendere un aereo. E soprattutto, mi sono ripromessa di cercare di gestire le mie emozioni meglio e di essere sensibile anche alle angosce degli altri, oltre che alle mie. Spero che voi gestiate le delusioni meglio di me. Nel caso contrario, anche voi potreste decider lavorarci sù.