La parola "alternative" è usata ampiamente per descrivere delle cure che non fanno parte del sistema medico costituito dei medici, specialisti, infermiere e ospedali. La parola però può essere fuorviante, perché può far pensare che all'interno della medicina non ci siano alternative, quando invece disponiamo spesso di diverse opzioni.
Le cure alternative sono usate normalmente per curare dolori alla schiena, mal di testa, artrite, insonnia, dolore strutturale nelle ossa, nella cartilagine, nei muscoli e nei tendini. Queste tecniche comprendono l'agopuntura, la chiropratica e le tecniche omeopatiche, le diete speciali, le vitamine e gli integratori. Essenzialmente, queste pratiche comportano, cambiamenti dello stile di vita; fanno sentire meglio, più positivi e più in controllo della vita, ma non sono il tipo di intervento terapeutico necessario quando si è in pericolo di vita. Possono essere un valido complemento alle cure mediche e possono migliorare la qualità della vita se sii è assolutamente certi che non ci sia niente di più che la medicina possa fare per delle malattie particolari, ma non devono essere usati al posto delle cure mediche.
Quando viene diagnosticato un tumore, per esempio, c'è sempre qualcuno che suggerisce di provare delle cure alternative, naturali. La pressione per intraprendere questo percorso viene esercitata a volte da parenti o amici che raccontano di qualcuno che è stato curato di cancro, per esempio, nutrendosi solamente di uva, digiunando o seguendo delle diete speciali. E' difficile a volte non seguire i loro consigli senza offenderli.
Purtroppo le persone sviluppano il cancro anche se hanno un alimentazione equilibrata, fanno regolarmente esercizio, non sono sovrappeso, non fumano e non bevono. In uno stato normale è facile riconoscere tutto ciò. Ma di fronte a delle aspettative di vita ridotte, è facile cadere nel panico e cercare qualcuno che ci aiuti a negare la gravità della malattia.
Posti di fronte a un medico che ci dice che non c'è più niente da fare, è naturale cercare qualcuno che possa offrirci il miracolo - e ci arrampicheremmo sugli specchi per trovarne uno. E' facile essere attratti da cure che danno l'impressione di poter riacquistare del controllo di sé e sommergere le paure dell'isolamento, della sofferenza e della morte. Se i programmi di auto-aiuto danno il coraggio di affrontare la cura e migliorano la qualità della vita, vale la pena continuare, ma vi invito a rivolgervi altrove se i paladini di questi programmi denigrano il vostro medico, ridicolizzano le cure mediche e vi impediscono di seguire la cura che potrebbe realmente bloccare il corso della malattia. E' facile fare degli errori di valutazione che normalmente non si fanno quando si è preoccupati,vicini a una deadline, senza sapere cosa fare. E' difficile separare i fatti dalla fantasia in questi momenti, durante i quali si è veramente vulnerabili e pronti a far di tutto pur di evitare dolore e sofferenza, o a sfidare la morte. Nei prossimi articoli esploreremo queste difficili questioni.
Pace e luce
Joel


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