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Salute della famiglia

La cura: prendere la decisione giusta

By: Joel Nathan
Published: Mercoledì, 6 August 2008

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Decidersi a iniziare una cura significa anche dover affrontare la
tempistica della decisione.  Se non ci
sono sintomi, o se non sono molto dolorosi, il medico potrebbe dirvi di
aspettare e vedere. A quel punto la tentazione è di procrastinare. Tuttavia, un
attesa troppo lunga potrebbe mettervi in pericolo. Le cellule tumorali , per
esempio, crescono in modo esponenziale: 2, 4, 8, 16, 32, etc. Ed è molto più
semplice curare un tumore quand'è nella sua fase iniziale.

E' un momento in cui è necessario andare incontro a dei rischi, e allo
stesso tempo, farlo il più razionalmente possibile. Ricordo quando mi venne diagnosticato
il tumore ai polmoni: i medici erano del parere di operarmi immediatamente, ma
io volevo assolutamente capirne di più prima di sottopormi ad un intervento
chirurgico. Iniziai allora delle ricerche sul cancro, presi in visione le varie
opzioni di cura, esaminai le altre possibilità e, nel confrontarmi con una
seconda diagnosi di tumore, trovai un chirurgo e un anestesista veramente
competenti e con molta esperienza. A quel punto, stabilito cos'era possibile
fare e cosa no, scrissi le mie volontà qualora non fossi stato in grado di
farlo successivamente. Stiamo parlando di dodici
anni fa'!

Nell'ultimo cinquantennio ci sono stati dei progressi incredibili nella
cura di alcune malattie, nell'alleviare il dolore e nel prolungare la vita; ma
la stessa scienza medica che vi può risparmiare la morte può impedirvi la vita.
Se siete tenuti in vita da una macchina e impossibilitati a gioire di qualsiasi
attività - potreste chiedervi "Che senso ha?"

Poiché la vostra idea di una cura che ha successo può essere diversa da
quella del medico, può essere fondamentale discuterne insieme e considerare con
attenzione che cosa si è disposti a sopportare pur di restare in vita, se
questo significa:

(a)    restare permanentemente incoscienti
(b)    essere coscienti ma confinati nel letto
(c)    essere coscienti ma impossibilitati a vivere la vita che
si vorrebbe vivere

(d)    essere coscienti ma dipendenti a vita dalla
famiglia

Diamo la salute per scontata fin quando non ci ammaliamo, e a quel punto
si presenta il dilemma: diventiamo vittime della malattia o prigionieri della
tecnologia? Dobbiamo valutare fin dove siamo pronti ad arrivare nel sottoporci
alle cure mediche, quali sacrifici siamo pronti ad affrontare e quanto possiamo
sopportare le cure e i loro effetti collaterali.

La posta in gioco è la vita, ma a quale prezzo? Vivere è forse vivere
attaccati a una macchina che ci nutre e idrata? Non credo.