A differenza dei virus influenzali pandemici precedenti che si diffondevano in sei mesi, l'influenza H1N1 si è diffusa in meno di sei settimane. Questo ne fa una pandemia caratterizzata da un'altissima velocità di diffusione, afferma L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Per via di questa velocità di diffusione, l'agenzia ha rivisto le specifiche dei rapporti: le autorità non devono più riportare ogni singolo caso ora, ma solo casi di gruppo, gravi o eventualmente con vittime, causati dal virus o da pattern clinici inusuali.
Il primo paziente messicano affetto da H1N1 aveva dichiarato che i sintomi erano iniziati il 17 marzo, soltanto 11 giorni prima del primo caso individuato al confine con l'America. Il primo caso negli Stati Uniti è stato quello di una bambina di 9 anni nella Imperial County, California, ammalatasi il 28 marzo; il secondo caso è stato quello di un bambino di 10 anni nei pressi della Contea di San Diego, che ha iniziato a stare male il 30 marzo. A partire dal 26 aprile, è stata dichiarata l'emergenza pubblica negli Stati Uniti e dal 19 giugno, poco dopo la settimana che l'OMS aveva innalzato a "Fase 6" il livello di allerta mondiale per pandemia, erano stati ravvisati casi di infezione da H1N1 in tutti i cinquanta stati USA, e nel Distretto della Colombia, a Puerto Rico e nelle Virgin Islands americane.
A partire dalla dichiarazione di pandemia, quando già settanta paesi avevano riportato casi del nuovo virus, l'H1N1 ha continuato a diffondersi fino quasi a raddoppiare il numero di paesi che avevano segnalato casi. Nell'emisfero meridionale, dove è iniziata la ricorrente stagione influenzale, i governi dei paesi stanno comunicando che l'H1N1 si va diffondendo e causa malattie parallelamente alla tipica influenza stagionale. Negli Stati Uniti, durante l'estate il numero di casi continua ad essere significativo, con l'occorrenza di alcune epidemie localizzate, in alcuni casi molto intense. Più di cinquanta campi estivi in venti stati hanno deciso di rimandare i ragazzi a casa o hanno cancellato preventivamente i raduni al sospetto di epidemie insorgenti.
Gli stati Uniti continuano a riportare il numero più alto nel mondo di casi di infezioni da H1N1: 40.617 nell'ultimo censimento ufficiale effettuato. Gli esperti di influenza sostengono che in realtà almeno un milione di statunitensi ne sono stati infettati, con almeno 500.000 di questi a New York, dove sono avvenuti 57 del totale di 263 decessi negli USA. Stando all'OMS, il costo totale in termine di vittime del virus H1N1 è raddoppiato nelle ultime tre settimane, salendo a oltre 700 contro le 330 dell'inizio di Luglio.
Stando all'attività sin qui svolta, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC, Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie) hanno anticipato che durante l'estate aumenterà ancora il numero dei casi di infezione, con la possibilità che la malattia si aggravi in concomitanza del giungere della tipica influenza stagionale l'autunno prossimo. La buona notizia, in ogni caso, è che la maggior parte delle persone che si sono ammalate, sono poi guarite nel giro di una settimana senza specifiche cure mediche.
A che punto siamo con il vaccino contro l'H1N1?
La prima sperimentazione su pazienti umani ha avuto il via questa settimana nella città di Adeleaide, in Australia. La Vaxine ha iniziato queste verifiche lunedì con 300 volontari, e la CSL ha iniziato un test che durerà sette mesi con 240 adulti sani, di età compresa tra i 18 e i 64 anni. I partecipanti riceveranno una dose a intervalli di tre settimane e saranno sottoposti alle analisi del sangue per verificare la risposta al virus. Nikolai Petrovsky, direttore delle ricerche alla Vaxine, afferma che occorreranno dalle sei e alle otto settimane per capire se il vaccino è efficace. "Non c'è alcuna garanzia che uno di questi vaccini funzioni" - ha dichiarato. "L'influenza suina è un virus molto diverso dai soliti. Ma abbiamo fiducia".
Negli Stati Uniti la dott.ssa Kathryn Edwards, che ha studiato la vaccinazione per anni, condurrà uno studio del vaccino per l'H1N1 al Centro Medico della Vanderbilt University a Nashville, Tennessee, per determinare quanto tempo occorre perché possa essere a messo a disposizione del grande pubblico. Ha dichiarato che: "Studieremo questo vaccino in persone di tutte le età, iniziando dall'adulto medio sano". Lo studio si allargherà eventualmente a un gruppo più largo e avrà luogo nei prossimi due mesi. "Naturalmente lavoreremo con celerità per raccogliere il più alto numero possibile di informazioni, allo scopo di dimostrare il funzionamento su pazienti diversi ad ampio raggio".


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