• Argomenti

Allarmi ed epidemie

Il cancro diventerà il primo killer mondiale dal 2010

By Heather Hajek
Published: Lunedì, 5 January 2009
cancro

Versione stampabile

Dimensioni testo smaller bigger

 

Le malattie cardiache stanno per essere scalzate dal primo posto fra le malattie che provocano più morti nel mondo. Qualunque sia la causa di ciò, analisi più puntigliose dei casi di cancro, miglioramento delle cure delle patologie cardiache, o aumento dei fumatori e dei consumatori di alcolici nella popolazione mondiale, la World Health Organization (WHO) ha annunciato che il cancro diventerà il principale killer mondiale dal 2010.
I pazienti con diagnosi di tumore sono in continuo aumento ogni anno nel mondo, le stime per il 2008 ci dicono che saranno circa 12 milioni, con 7 milioni di vittime complessive causate dal male. L'incremento dei casi è proporzionale con la crescita della popolazione. L'uso del tabacco è in aumento, specialmente nei paesi in via di sviluppo, si pensa che il 40 per cento di tutti i fumatori sia oggi concentrato fra la Cina e l'India. I casi di cancro negli Stati Uniti sono invece in calo e questo lo si deve, con ogni probabilità, ai progressi nelle terapie mediche, alle diagnosi precoci rese possibili da screening annuali sui tumori alla mammella, colonrettali, e alla diminuzione dei fumatori.
La WHO's International Agency for Research on Cancer (IARC) ha presentato un nuovo studio quest'ultima settimana durante una conferenza che riuniva diverse associazioni contro il cancro, nella speranza attirare l'attenzione mondiale sulla minaccia portata dalla malattia. Secondo questo report, "L'incidenza del cancro nel mondo è raddoppiata negli ultimi trent'anni del Novecento, e si pensa raddoppierà ancora fra il 2000 e il 2020, per quasi triplicare nel 2030." La relazione prevede circa 26,4 milioni di diagnosi di cancro annuali per il 2030 con un totale di vittime intorno ai 17 milioni. La relazione identifica anche alcune sfide per la cura del cancro. Innanzitutto, sottolinea che in Africa le cure palliative sono molto limitate a causa di legislazioni terribilmente restrittive. Molti paesi sottosviluppati riducono i fondi per la sanità. Il dottor Peter Boyle della IARC evidenzia che le cure contro il cancro nei paesi più poveri sono scarse e non accessibili per buona parte della popolazione. Le cure sono quindi difficilmente disponibili e questo, come ha ripetuto, Boyle durante la conferenza, "diventerà un tremendo problema a tutti i livelli e per ogni società del mondo."
Oggi, i casi di cancro non sono più visti come una malattia dell'Occidente, ricco e industrializzato. Molte persone nei paesi poveri muoiono di cancro, tante quante quelle che muoiono per HIV, malaria o TBC. L'ultima riunione delle associazioni di ricerca contro il cancro, nella quale la WHO ha presentato questo nuovo rapporto, è stata senza precedenti per quantità di rappresentanze presenti da tutto il mondo. Le associazioni e le organizzazioni contro il cancro sperano di attirare l'attenzione sugli effetti e i rischi del cancro.
Concludiamo, ancora, con le parole del dottor Boyle: "L'incremento sempre più rapido dell'incidenza mondiale dei tumori è una vera e propria sfida a tutti i sistemi sanitari del mondo. Il messaggio deve essere, però, di speranza: sebbene il cancro sia una malattia devastante, è anche prevenibile. Noi sappiamo bene che misure come la riduzione del fumo e dell'alcol, l'incremento della attività fisica, la vaccinazione da epatite B e da Papillomavirus, lo screening e la prevenzione in genere possono avere enormi possibilità di ridurre l'incidenza del cancro nel mondo."