Il 24 marzo 1882 il dottor Robert Koch, che aveva appena finito uno studio sulle cause dell'antrace, che si era molto diffuso fra gli animali delle fattorie, riuscì per la prima volta isolare il bacillo TB, causa della tubercolosi. La tubercolosi è stata la maggiore minaccia sanitaria del mondo per tutta la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, diffondendosi a macchia d'olio in America come in Europa. Si pensa che, allora, ogni sette persone una morisse a causa della tubercolosi, in breve TB, e oggi a cento anni dalla scoperta di Koch, è stata istituita la "Giornata mondiale della tubercolosi".
Intorno al 1982, la World Health Organization (WHO) organizzò un meeting con la International Union Against Tuberculosis and Lung Disease (IUATLD) per implementare l'allarme su una minaccia ancora viva nel mondo, la tubercolosi. Sebbene per decenni si sia iniettato nei bambini il vaccino anti-tubercolosi, la scienza non è completamente sicura dell'efficacia di questo negli adulti.
Nel 1993, la WHO ha dichiarato l'allarme globale a causa di un costante e continuo aumento dei casi di TB, che raggiungevano il numero di uno al secondo, dato valido ancora oggi, anche se è vero che solo un infettato su dieci sviluppa la malattia nella sua forma più completa e pericolosa. Le associazioni contro la tubercolosi sono unite in un "Piano mondiale per fermare la tubercolosi", nella speranza di salvare 14 milioni di vite fra il 2006 e il 2015, un obiettivo ancora non raggiunto, ma che si spera di conseguire con vaccini più efficaci.
L'incidenza mondiale più devastante della tubercolosi si individua nei paesi sottosviluppati ed è monitorata dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Circa un milione e mezzo di persone muore ogni anno di TB. E' il Sudafrica il paese più colpito oggi (con i casi di TB quasi triplicati) e questo anche a causa della forte incidenza dell'HIV sulla popolazione residente: i trattamenti sanitari sono difficili e lontani e il sistema immunitario dei pazienti spesso debilitato.
La Giornata nazionale non vuole solo attirare l'attenzione su una malattia diffusa e spesso sottovalutata che necessita di fondi ingenti per nuove ricerca. Bandito da centinaia di associazioni mediche e volontaristiche intorno al mondo, La Giornata anti TB cerca di eliminare la malattia attraverso l'informazione del pubblico e grazie a metodi di prevenzione immediata.
I casi conclamati e pericolosi di TB per il 75 per cento riguardano i polmoni. I sintomi variano da un dolore persistente al torace, a una tosse continua che dura per più settimane e che spesso comporta perdite ematiche, oltre che per sudori notturni, febbri, perdita di peso, affaticamenti immotivati.
La tubercolosi si diffonde nel mondo da secoli ed è conosciuta fin nell'antica Grecia dove Ippocrate, il padre della medicina, celebre per il suo giuramento, la descriveva come una malattia diffusissima; perfino nelle mummie egizie sono state trovate delle tracce di TB. Per secoli, soprattutto nell'Età moderna, la tubercolosi fu associata alle pratiche del vampirismo, era comune infatti che la malattia partisse da un membro della famiglia per colpire poi gli altri, i malati si presentavano alla credulità popolare, faccia emaciata, denti sporgenti, occhi rossi, come persone vampirizzare, rimaste alzate tutta la notte in cerca di sangue. Solo nel XIX secolo la TB diventò popolare a causa del mito dell'artista romantico, malato, ma geniale al quale la malattia regalava euforia e forza per grandi opere.
Oggi, nel 2009 la Giornata contro la TB richiede a tutte le organizzazioni sanitarie, locali e internazionali di muoversi per raccogliere fondi e diffondere le informazioni su vasta scala, nell'obiettivo di prevenire e sradicare la malattia.


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